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FUTURO IN MOVIMENTO:
MANAGEMENT DEL PAZIENTE
CON OSTEOPOROSI E OSTEOARTROSI
2°CORSO

3 NOVEMBRE 2021
DALLE ORE 18:00 ALLE ORE 19:40

L’osteoporosi è una malattia che colpisce l’osso, indebolendolo e rendendolo più a rischio di subire fratture; è una malattia grave che colpisce entrambi i generi la cui incidenza aumenta con l’età aumentando il rischio di disabilità, peggiorando la qualità della vita e la mortalità. La sua gestione sta emergendo come una sfida, sempre più difficile, per la sanità pubblica. Vi è infatti la necessità di dare priorità all’assistenza dei soggetti a rischio di frattura o rifrattura, in quanto si tratta di un’area che presenta esigenze mediche non ancora soddisfatte. L’osteoartrosi invece, interessa le articolazioni ed è costituita dalla progressiva usura e degenerazione della cartilagine che riveste l’osso, riducendo la mobilità articolare e aumentando l’attrito tra i due capi ossei coinvolti. Attraverso una migliore comprensione dei meccanismi alla base della comparsa dell’osteoporosi e dell’osteoartrosi e del modo in cui è possibile prevenire e curare le stesse si può contribuire a migliorare le condizioni di salute dei soggetti a rischio e a ridurre gli oneri per il SSN. Il corso fornirà le basi per comprendere l’importanza di una terapia appropriata e sicura per il paziente attraverso esperienze di real life che approfondiranno i casi più frequenti relativi a queste patologie.

MANAGEMENT MULTIDISCIPLINARE
NEL TRATTAMENTO PERSONALIZZATO
DEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA
XIV EDIZIONE

4 DICEMBRE 2021
DALLE ORE 8:15 ALLE ORE 12:30

Le migliori conoscenze in ambito biologico hanno determinato, negli ultimi anni, un considerevole incremento dell’impiego delle terapie sistemiche neoadiuvanti. In particolari bioprofili la risposta patologica completa si verifica in percentuali importanti, con un downstaging anche per i linfonodi ascellari, che prima dell’inizio della terapia risultavano metastatici evitando così dissezioni ascellari inopportune. Questo ha portato ad un cambiamento nella gestione dell’ascella con l’introduzione di procedure chirurgiche e radioterapiche innovative in questo setting di pazienti e si è sempre più rafforzato il confronto multidisciplinare, in particolare fra chirurgo e radioterapista oncologo, per concordare la migliore strategia terapeutica. In questo webinar verranno trattati i vari aspetti chirurgici e radioterapici nel trattamento dell’ascella dopo terapie sistemiche neoadiuvanti, analizzando le diverse possibilità in funzione della risposta alla terapia, sempre alla luce del trattamento personalizzato nelle varie situazioni, salvaguardando il risultato oncologico, ma tenendo ben presente la qualità di vita della paziente affetta da carcinoma della mammella.

RICOMINCIAMO A FARE PREVENZIONE:
GESTIONE DEL PAZIENTE CON OSTEOPOROSI

16 DICEMBRE 2021

L’osteoporosi è una malattia dalla quale non si può guarire. Tuttavia, si può fare qualcosa, oltre che per prevenirla, anche per rallentarne o arrestarne la progressione. In alcuni casi i trattamenti disponibili permettono addirittura di aumentare la densità dello scheletro e, in una certa misura, di invertire la tendenza alla perdita di massa ossea. Quest’evento si pone come obbiettivo di riparlare di Osteoporosi e delle terapie ad oggi più efficaci per garantire, a questa popolazione di pazienti sempre più anziana, la riduzione del rischio di fratture che possono peggiorare la qualità di vita e aumentare il rischio di mortalità.

CORSI CONCLUSI

Approccio Multidisciplinare
alla Ipertensione Polmonare
e Sclerosi Sistemica

28 APRILE 2021
DALLE ORE 17:00 ALLE ORE 19:30
5 MAGGIO 2021
DALLE ORE 17:00 ALLE ORE 19:45

La sclerosi sistemica è una patologia cronica a eziologia sconosciuta in cui la contemporanea presenza di anomalie del sistema immunitario e di alterazioni del distretto vascolare porta al progressivo sviluppo di fibrosi. Le manifestazioni cliniche della patologia sono, da una parte l’espressione della sofferenza e del rimodellamento vascolare e dall’altra la conseguenza della sostituzione dei tessuti fisiologici con tessuto connettivo, privo delle normali caratteristiche di elasticità e funzionalità d’organo. La storia clinica della malattia è estremamente variabile e caratterizzata da forme cliniche rapide e progressive ed altre paucisintomatiche o indolenti che si sviluppano nel corso di anni o decenni con possibile sviluppo di complicazioni a carico degli organi interni quali la fibrosi polmonare, l’interessamento cardiaco o renale e la comparsa di ipertensione polmonare, isolata o associata all’interstiziopatia polmonare. Il corso prevede due sessioni, articolate su letture e laboratori multidisciplinari sulle tematiche trattate in area pneumocardiologica e reumatologica e ha l’obiettivo di creare un momento di confronto tra gli specialisti di queste discipline nella gestione terapeutica dei pazienti affetti dalle patologie trattate.

La MALATTIA VENOCCLUSIVA EPATICA:
I CENTRI DI ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA
DELLA REGIONE LOMBARDIA SI CONFRONTANO

14 MAGGIO 2021

La SOS/VOD nei pazienti pediatrici si manifesta in modi differenti rispetto agli adulti a partire dall’incidenza che, in letteratura, varia tra il 5 e il 60%. Questa ampia variabilità è da mettere in relazione a diversi fattori tra cui età del paziente, danno epatico preesistente, patologia di base, tipo di TCSE, intensità del regime di condizionamento, criteri diagnostici non uniformi. Molteplici sono i fattori di rischio associati all’insorgenza di VOD in età pediatrica, modalità di presentazione delle patologie, predisposizioni genetiche, malattie onco-ematologiche ed immunodeficienze tipiche dell'età pediatrica. Tali patologie spesso devono essere trattate con trattamenti intensivi al fine di portare i giovani pazienti all'HSCT: questo richiede condizionamenti mieloablativi, piuttosto che regimi a ridotta intensità. La valutazione del rischio di sviluppare VOD nei bambini è dunque complessa, deve essere completa e personalizzata, al fine di trattare la complicanza in maniera efficace e tempestiva. Lo scopo del progetto è quello di proseguire il percorso iniziato un anno fa e mettere a confronto gli esperti e le evidenze recenti riportate nella letteratura internazionale, al fine di realizzare un percorso "ritagliato" sulle necessità specifiche dei pazienti pediatrici e delle loro patologie. Saranno coinvolti nel progetto i centri di oncoematologia pediatrica della Lombardia che sono maggiormente coinvolti nella gestione del rischio di VOD, con particolare riferimento ai bambini affetti da malattie genetiche, tumorali ed immunodeficienze.

INCONTRO MULTIDISCIPLINARE:
LA TERAPIA CON MIGALASTAT
NELLA MALATTIA DI FABRY

9 GIUGNO 2021

Il trattamento per la malattia di Fabry si è giovato sino a pochi anni fa della sola terapia enzimatica sostitutiva (ERT) con agalsidasi. Tale terapia introdotta oltre 15 anni fa ha indubbiamente modificato la storia naturale della malattia consentendo il miglioramento, la stabilizzazione o il rallentamento della progressione del danno d’organo, in particolare quello renale e cardiaco. Da qualche anno è stato autorizzato anche in Italia l’impiego di migalastat, iminozucchero a basso peso molecolare assunto per via orale che, attraverso una azione chaperonica, è in grado di legarsi all’enzima α-galattosidasi A (GLA) residuo stabilizzandolo e ripristinandone la funzione di degradazione del Gb3. Migalastat, pertanto, trova indicazione solo nei pazienti che presentano mutazioni del gene GLA, cosiddette amenable o suscettibili, che riescono a mantenere una attività enzimatica residua seppur non funzionante. L’introduzione di migalastat ha determinato non solo il vantaggio dell’assunzione orale ma gli studi svolti a tutt’oggi hanno confermato l’efficacia del farmaco nell’arrestare la progressione della malattia. Tuttavia, la conoscenza del farmaco e degli effetti a lungo termine di tale trattamento non sono ancora diffusamente conosciuti e alcuni aspetti necessitano ancora di studi clinici approfonditi. Scopo di tale incontro, tra esperti e non, della malattia di Fabry dell’area centro-settentrionale è proprio quello di affrontare gli aspetti genetici e clinici della malattia relativi alla possibile indicazione al trattamento con migalastat oltre ad approfondire la farmacocinetica del farmaco allo scopo di migliorare la conoscenza su tale trattamento che, nei pazienti che ne possono beneficiare, può e potrà consentire un notevole miglioramento della storia naturale della malattia di Fabry.

AML e sVOD
approccio diagnostico, prognostico e terapeutico

8 LUGLIO 2021

La Leucemia Mieloide Acuta (LAM) è una malattia caratterizzata dalla proliferazione di cloni di cellule staminali ematopoietiche che non hanno completato il processo di maturazione. La LAM si sviluppa in seguito alla trasformazione tumorale dei precursori mieloidi immaturi che, incapaci di differenziarsi, si accumulano nel midollo osseo, nel sangue periferico e in altri tessuti. La malattia si sviluppa nel midollo osseo e progredisce velocemente. Proprio per la velocità di progressione è detta acuta. Le leucemie mieloidi acute sono suddivise in più sottotipi a seconda della loro caratterizzazione citogenetica e molecolare. Come recentemente stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la LAM può insorgere come forma “de novo” o dopo un disordine ematopoietico precedente, nella maggior parte dei casi una sindrome mielodisplastica (SMD) o, meno frequentemente, una malattia mieloproliferativa (MPD). Infine, la LAM può svilupparsi in pazienti con esposizione nota ad agenti mutageni (generalmente chemio e/o radioterapia per antecedenti neoplasie, ematologiche e non). La presa in carico del paziente affetto da LAM non può prescindere da una corretta classificazione di malattia secondo i criteri definiti dall’OMS, valutando conseguentemente le varie opzioni diagnostiche e terapeutiche, con un focus particolare sul trapianto di cellule staminali, valutando rischi e benefici delle diverse alternative di trattamento a disposizione per questa fragile categoria di pazienti. La gestione dei pazienti con patologie ematologiche ha subito, negli ultimi anni, un notevole cambiamento, che ha portato allo stravolgimento di alcuni concetti chiave legati, in gran parte, all’avvento di nuovi farmaci. Di conseguenza, i nuovi farmaci, molecolari, cellulari, immunologici, rappresentano ormai una risorsa imprescindibile per chi ha in cura il paziente affetto da malattie ematologiche, poiché si sono dimostrati capaci di modificare drasticamente l’aspettativa di vita di pazienti affetti da tumori del sangue, anche in termini di insorgenza e gestione delle complicanze dei soggetti candidabili al trapianto allogenico di midollo osseo. Tra queste un particolare focus sarà dedicato alla malattia venocclusiva post-trapianto, “veno-occlusive disease, VOD”, è una complicanza del trapianto di cellule staminali ematopoietiche caratterizzata da elevato rischio di morbidità e mortalità. La VOD di grado moderato-severo è associata ad un rischio di mortalità dell’80% dei casi, e ad un imponente impatto in termini di prolungamento della degenza e dei trattamenti con conseguente aumento dei costi. Obiettivi: Questo corso vuole focalizzarsi, mediante interventi mirati e mediante una discussione con un panel di esperti, su due tematiche. La prima: come in un’ epoca di germi multi-resistenti agli antibiotici possano essere trattai i pazienti colonizzati affetti da leucemia mieloide acuta. La diagnosi precoce delle infezioni e come migliorare la possibilità di trattamenti chemioterapici per ridurre il rischio di uno shock settico. Verrà discussa sia la parte diagnostica della sepsi legata alla ecografia bed-side, sia la parte dei nuovi trattamenti chemioterapici nel 2021. Verrà inoltre affrontato il tema della preparazione al trapianto allogenico, e come si cerci di massimizzare l’efficacia del regime di preparazione riducendo il più possibile un impatto severo sulle mucose (soprattutto nei pazienti colonizzati). Verranno inoltre mostrati e discussi i regimi di preparazione a disposizione nel 2021. La seconda parte prenderà in considerazione la malattia venocclusiva come potenziale complicanza post trapianto. Verranno affrontate le seguenti tematiche: a. se esistono criteri per definire il rischio dei pazienti di sviluppare questa temibile complicanza nel post-trapianto. b. come e se sia possibile fare una diagnosi precoce c. una disamina dei criteri EBMT sia diagnostici che prognostici d. se vi è necessità di trattarla VOD: come trattarla e quando (il timing è importante?) e. come monitorar ei pazienti con malattia venoocclusiva.

LA GESTIONE DELLE PATOLOGIE
DELL’ANZIANO NELLA PRATICA CLINICA:
LA PAROLA AL GERIATRA

22 SETTEMBRE 2021
DALLE ORE 19:30 ALLE ORE 21:30

Nei pazienti anziani affetti da malattie croniche multiple il percorso diagnostico-terapeutico rappresenta una delle maggiori sfide del sistema sanitario. In tale ambito l’individuazione di specifiche popolazioni a maggior rischio e i loro bisogni nonché la personalizzazione della terapia sono aspetti fondamentali: è infatti sempre più necessaria l’identificazione di un adeguato percorso assistenziale nel rispetto della centralità del paziente e delle sue patologie. I pazienti anziani con diversi disturbi concomitanti sono inevitabilmente esposti a politerapie ed è necessario dunque individuare le problematiche connesse alla gestione di tali terapie nella pratica clinica quotidiana. Il corso si focalizzerà principalmente sulla gestione del paziente anziano, con rischio cardiovascolare e con rischio fratturativo, negli specifici ambulatori di competenza.

LA GESTIONE DELLA SALUTE
DELLA DONNA IN MENOPAUSA

28 SETTEMBRE 2021
DALLE ORE 19:00 ALLE ORE 21:00

La transizione dall’età fertile alla post-menopausa comporta importanti cambiamenti sia fisici che psichici nella vita di una donna. La riduzione dell’attività ovarica che accompagna questa fase di vita ha un forte impatto sull’andamento di importanti patologie sistemiche e locali quali aumento dei problemi genitourinari, cardiovascolari e ossei. Il primo intervento è la modificazione dello stile di vita e della dieta. Ma se questo primo intervento non è sufficiente, la possibilità di affiancare anche trattamenti specifici, ormonali e non, permette di poter prevenire la comparsa oltre che trattare condizioni come problemi genitourinari prima che si sviluppino importanti patologie del pavimento pelvico, perdita di massa ossea/osteoporosi prima di arrivare alle fratture e di ottenere significativi effetti benefici su apparati quali quello cardiaco e quello cognitivo. Lo scopo di questo corso è quindi quello di comprendere l’importanza di un trattamento tempestivo e precoce, ormonale e non-ormonale, delle modificazioni fisiologiche che si sviluppano in seguito alla menopausa allo scopo di prevenire l’evoluzione e lo sviluppo di vere e proprie patologie. La donna vive oltre un terzo della sua vita in post-menopausa e quindi la possibilità di ottimizzare la sua salute in questo lungo periodo della sua vita riveste una importanza particolare sia per la sua qualità di vita che per l’ottimizzazione delle risorse del sistema sanitario.

FUTURO IN MOVIMENTO:
MANAGEMENT DEL PAZIENTE
CON OSTEOPOROSI E OSTEOARTROSI
1°CORSO

13 OTTOBRE 2021
DALLE ORE 18:00 ALLE ORE 20:00

L’osteoporosi è una malattia che colpisce l’osso, indebolendolo e rendendolo più a rischio di subire fratture; è una malattia grave che colpisce entrambi i generi la cui incidenza aumenta con l’età aumentando il rischio di disabilità, peggiorando la qualità della vita e la mortalità. La sua gestione sta emergendo come una sfida, sempre più difficile, per la sanità pubblica. Vi è infatti la necessità di dare priorità all’assistenza dei soggetti a rischio di frattura o rifrattura, in quanto si tratta di un’area che presenta esigenze mediche non ancora soddisfatte. L’osteoartrosi invece, interessa le articolazioni ed è costituita dalla progressiva usura e degenerazione della cartilagine che riveste l’osso, riducendo la mobilità articolare e aumentando l’attrito tra i due capi ossei coinvolti. Attraverso una migliore comprensione dei meccanismi alla base della comparsa dell’osteoporosi e dell’osteoartrosi e del modo in cui è possibile prevenire e curare le stesse si può contribuire a migliorare le condizioni di salute dei soggetti a rischio e a ridurre gli oneri per il SSN. Il corso fornirà le basi per comprendere l’importanza di una terapia appropriata e sicura per il paziente attraverso esperienze di real life che approfondiranno i casi più frequenti relativi a queste patologie.